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  • evaromoli
  • 4 mar 2025
  • Tempo di lettura: 1 min

Aggiornamento: 17 mar 2025


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Ma’, l'abbiamo fatto.

Siamo andati a Capo Sunio.

Era di pomeriggio e il sole stava scendendo. Eravamo bellissimi e impauriti, perché sapevamo quello che significava.

Per me ritornare, per Alessandro arrivare.

E ora che l'estate per me è finita, posso dirtelo.

È stato un viaggio pieno di emozioni, ma quella più grande è stata il viaggio, arrivare lì da soli, lasciare tra le rocce verso il mare un tuo piccolo ricordo e così da quel pomeriggio, tu sarai sempre con noi e anche nel mare della Grecia.

Come avevamo fatto io e te, ricordando Papà.

In qualche forma, starete insieme nel mare, senza saper nuotare.

Tutto quello che è successo dopo, Serifos, musica, vento, basilico rubato, liste della spesa, cenette, bagnetti vari, silenzi e parole, libri letti, musica greca, nuovi amici, ricordi, immagini del futuro possibile, via Giorgina, abbracci stupendi, sapere di essere Fratelli... tutto è arrivato a noi e a chi ci vuole bene e ascolta il passare dei nostri giorni, il cambiare dei nostri sorrisi e ce lo dice.

Perché le cose vanno dette, altrimenti non esistono.

E per gli altri, quelli che non dicono, non c’è posto.

Come dicevi tu.

Ciao, Ma’!


 
 
 
  • evaromoli
  • 4 mar 2025
  • Tempo di lettura: 1 min

Aggiornamento: 17 mar 2025



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85 passi per arrivare al mare.

15 giorni per riabituarsi al sole.

La spesa da marinos la mattina.

I regaletti al pomeriggio.

I miei capelli sempre morbidi dal vento.

I tuoi, uguali a quelli di Roma.

4 euro per arrivare alla chora al tramonto, o forse niente, se prendi il motorino tu.

Un libro per uno nella borsa.

4 ore di traghetto e 2 di aereo.

Questo servirebbe per celebrare il nostro Amore come merita.

O forse, di sicuro, molto molto meno.


 
 
 
  • evaromoli
  • 4 mar 2025
  • Tempo di lettura: 1 min

Aggiornamento: 17 mar 2025



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Ma’, in tutti i 50 anni passati insieme, abbiamo collezionato tantissime cose inutili e insieme abbiamo imparato come dare valore all’inutilità.

Un cestino di fiori secchi da cambiare a ogni stagione, i fiocchetti conservati nella scatola del cassetto impossibile in cucina, le lucine colorate da accendere la sera, la gallina di pelouche sul frigo, i ferma porte a forma di casetta, gli olii profumati e le candele in quantità.

I nostri spazi comuni avevano sempre cose inutili da cambiare per accogliere l’estate oppure l’autunno, per ricordarci della primavera e per celebrare il natale.

Abbiamo imparato insieme il valore del tempo, senza annoiarci mai. Eravamo ricche di tutto.

Saresti felice, oggi, di vedere le nostre cose inutili riprendere vita, nel pezzo di strada che ti ha visto crescere, correre e giocare, asciugarti i capelli al sole, ridere e innamorarti, andare via per poi ritornare sempre.

Perché si ritorna sempre, dove si è lasciato un pezzo di cuore.

Come faccio io.


P.s.

Sì, la porta l’ho pulita col Pronto!


 
 
 

Parole mie

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